L’Obiettivo, quando il lavoro diventa uno strumento di pace interiore
16 Aprile 2025

L’Obiettivo, quando il lavoro diventa uno strumento di pace interiore

Nel mondo della salute mentale, il concetto di “pace interiore” non è solo un ideale astratto, ma un fine concreto verso cui tendere per ritrovare equilibrio, serenità e benessere personale. All’interno de L’Obiettivo, questo concetto si traduce in azioni quotidiane di supporto, inclusione e reinserimento sociale, in particolare attraverso il lavoro.

A parlarcene la psicologa Elisabetta Forte, Responsabile degli Inserimenti Lavorativi della Cooperativa.

Perché il raggiungimento della pace interiore è fondamentale per la salute mentale?

Il concetto di salute mentale è fortemente collegato a quello di equilibrio psichico interiore, portatore della sensazione di “pace” che l’individuo avverte quando viene raggiunto un livello di benessere funzionale. Il raggiungimento di un buon equilibrio psichico interiore rappresenta quell’obiettivo che l’essere umano tenta di raggiungere incessantemente durante il corso della vita, destreggiandosi tra la gestione degli eventi a forte impatto emotivo e i vissuti interiori collegati ad essi. Pertanto, un buon grado di salute mentale è il prodotto del raggiungimento della pace interiore.

Come il lavoro può contribuire al raggiungimento della pace Interiore nelle persone con disturbi mentali?

Una dimensione lavorativa stabile e produttiva permette all’individuo di sentirsi proattivo nella società, potenziando le dimensioni personali di autostima e la percezione di autoefficacia. Lo svolgimento dell’attività lavorativa porta con sé importanti significati, perché conferisce all’individuo la possibilità di sentirsi una componente attiva in un gruppo di persone, dimostrando di saper raggiungere un obiettivo, di riuscire a soddisfare i propri bisogni e quelli di eventuali familiari.

Nella specificità de L’Obiettivo, quanto è importante il reinserimento lavorativo per raggiungere la pace interiore?

Una condizione di psicopatologia, a volte, può rappresentare per l’individuo un’etichetta che potrebbe potenzialmente impedire lo svolgimento delle normali attività quotidiane. Per questo motivo, il reinserimento lavorativo è fondamentale per dimostrare che la psicopatologia, così come altre problematiche di vita, “non è quello che siamo”, ma che è solo una parte del percorso di vita, dopo la quale c’è futuro.